Chi è Virginia G.?

Dovresti amare ciò che hai ucciso, ma c’è una festa alla quale non si può mancare, ci sono anime che devono e vogliono vivere, anche solo per una volta, attraverso il rancore di una vita, attraverso una dolce morte. Poi, come accade sempre, i personaggi iniziano a raccontarsi prepotentemente, la storia prende la strada che meglio crede, come un fiume irruento che si fa strada dove la natura s’impone. Resterà solo nella nostra testa il resto dello spettacolo che doveva essere “La dolce morte di Virginia G.”, perché in scena vedrete altro. Ma cosa?

Vedrete la maturazione di una ricerca artistica che ci coivolge da anni: torna tutto, ci siamo resi conto che in questo spettacolo c’è dalla nostra più grande produzione al saggio più piccolo dei nostri laboratori teatrali, ma con linguaggi nuovi, maturi, consapevoli. È come un omaggio di 65 minuti al nostro passato artistico, da Zappareddu (a cui lo spettacolo è dedicato) fino all’ultimo strepitoso “Goethe – Faust”, passando per “Snuff”, “I Monologhi della Vagina” e tutto il “Baratto Teatrale”: chi ci conosce lo sa… oppure questa visione è soltanto in noi? Poco importa…

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È uno spettacolo femminile. Ancora una volta ci siamo illusi di fare “il nostro spettacolo”, dove i sottoscritti avebbero avuto un ruolo da protagonisti assoluti, ma ancora una volta non ce l’abbiamo fatta. Il workshop “Finding Virginia G.” ha scombussolato i programmi e mischiato le carte. E va bene così, perché siamo al servizio dello spettacolo, perché comunque sia in scena ci siamo, l’abbiamo scritto noi, diretto noi, fatto vivere noi.

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È uno spettacolo di riscatto, una storia di rivincita, è una caccia di animali sconfitti ma non vinti, è una discesa negli inferi, è la storia di Lucifero, è una storia d’amore e di solitudine, è tante cose…È una festa organizzata con uno scopo ben preciso e che è iniziata (ben prima dell’apertura del sipario) con una corsa in auto e tanto alcol nelle sangue per alcuni e con sesso estremo e droga per altri. Diremo “le ultime cose”, non certo le penultime.

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